Vendere su internet diventa social
Il commercio elettronico sta diventando sempre più sociale e più legato al mondo offline.
Da più parti ci si chiede quali siano le migliori strategie per vendere in internet e sopratutto su come si evolverà il mrcato. Dallìevidenza dei dati e dal progresso delle ultime internet start-up si inizia a profilare l’idea che l’industria dei contenuti è in affanno e che gli e-commerce on line con base off line stanno avanzando.
Ora per i siti internet di e-commerce sembra che stiano per entrare nella loro terza fase di sviluppo.
Nella prima fase (anni 1990/ 2000) i siti di e-commerce erano strutturati come una sorta di grande catalogo che cercavano di realizzare delle vendite per corrispondenza.
Da questa fase, per mezzo delle strutture di marketing che hanno indicato la via di semplificare i processi di vendita e di recapito con migliore effcienza di costi e tempi, si è passati alla fase degli e-commerce con feedback.
Infatti si è notato, anche grazie allo scoppio della bolla finaziaria delle dot com, che siti come Epinions, dove c’earno contenuti su prodotti fisici destinati al consumatori ma senza nessuna funzionalità di vendita, si sono affermati Amazon ed eBay. Attraverso a questi mezzi collettivo di filtraggio gli acquisti risultavano profittevoli solo a quelli che avevano ricevuto un elevato livello di feedback.
Ma la terza fase della maturità degli e-commerce è molto diversa e questo anche a causa dei social media.
Ora le nuove start-up dell’e-coomerce tendono ad avere radici fuori da internet, e talvolta cercano di guidare i clienti ai negozi reali. Molte di queste fanno i soldi dalle offerte di vendita brevi (flash, last minutes) attraverso l’offerta di sconti, ai propri membri registrati, su prodotti che sono in rapido esaurimento nei negozi reali
(off line).
Il pioniere di queste vendite flash è stato Vente Privée (che significa “vendita privata” in francese). Vente Privée ha offerto capi di abbigliamento al proprio pubblico francese. Ancora oggi, il suo centro di gravità è in linea, ma cinque sedi locali in tutta Europa ed ha più di 12 milioni di iscritti eun fatturato di circa € 800 milioni all’anno. In questo caso l’attività di internet, anche se preponderante, è ormai finalizzata a soddisfare le esigenze di vendita reali dei suoi negozi.
Sull’esempio di Vente Privée è nato Gilt Groupe, che lo emula attraverso la vendita di campioni di scampoli di lusso. Ha solo 2,5 milioni di iscritti e si aspetta di raggiungere la cifra dei 500 milioni di dollari di ricavi in quest’anno. Di recente ha lanciato diversi siti locali in America, offrendo “offerte del giorno”.
Ma guardiamo lo sviluppo della start-up di maggiore successo: Groupon (dove il nome è una combinazione delle parole “group” e “coupon”, dove gli acquirenti stampano un ticket da spendere in un negozio fisico). Anche se la società è stata lanciata solo alla fine del 2008,ora opera attraverso 230 siti web locali in 29 paesi e vanta 15 milioni di abbonati. Ha acquisito i suoi cloni come CityDeal.
Groupon è più di persone che tecnologia. L’azienda impiega una forza vendita mondiale di quasi 2.000 commercianti locali e di 150 autori per descrivere le offerte. La sua mission è essere la società che permette finalmente alle piccole imprese di partecipare al grande mercatoll’ e-commerce.
Ma la utazione dell’ e-commerce non potrebbe finire qui!
Come abbiamo detto ora siamo nell’era dei social media. Ed ecco che allora prosperano progetti come Swipely, una web start-up, dove gli utenti possono pubblicare i loro acquisti. Ogni volta che “swipe” (tipo usano) loro carta di credito o di debito (da qui il nome del servizio), l’operazione viene elencata sul sito, per essere discussa da altri utenti. E’ in sostanza la realizzazione del mantra di internet: non conversioni ma conversazioni.
Gli estimatori della privacy potrebbero rabbrividire e la società è stata di recente fatta oggetto di attacco da “rubatori dei numeri delle carte di credito” ma è comunque il servizio più innovativo e piaciuto della rete e-commerce.
Ma vogliamo parlare delle valute virtuali nei social network?
ModCloth, che vende abbigliamento creato da designer indipendenti, ha un forum attivo su Facebook e permette ai suoi iscritti di votare i prodotti inseriti nel catalogo. Lockerz, un altra start-up, paga i propri membri “pointz” se guardano i video con la pubblicità, se invitano gli amici a fare come loro. Questi punti si possono poi utilizzare per ottenere degli sconti su negozi o prodotti reali. Non c’è bisogno di dire che attualmente è riconosciuta come la maggiore società che favorisce lo spam e il multi level. Ma questo è un problema di marketing strategico e non di visione del mercato. Allo stesso modo, Shopkick premia i consumatori per le attività off line come visitare negozi e la scansionare i prodotti con i loro smart-phone.
Ma tutto questo ha un riflesso negativo:la troppa popolarità!
Uno dei più grandi problemi di Groupon è che decine di migliaia di imprese locali vogliono essere presenti, ma ogni impresa può offrire solo un affare al giorno. Inoltre è iniziato lo studio dei propri iscritti con la conseguente visualizzazione di sconti più pertinenti con i loro profili, il che significa che diversi utenti vedranno offerte differenti a seconda dell’ età, sesso ed interessi. Ma se la personalizzazione si spinge troppo oltre, e gli utenti vedono solo il tipo di cose che già sapevano di volere, questo genere di shopping potrebbe diventare meno divertente.
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