Smartphone contro la voglia di cioccolata


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Due ricercatrici australiane, Eva Kemps e Marika Tiggemann della Flinders University, hanno pubblicato sulla rivista Current Directions in Psychological Science, il loro studio sul meccanismo che ci porta a desiderare un pezzo di pizza o la cioccolata più di ogni altra cosa al mondo. Loro hanno ipotizzano un nuovo metodo per contrastarequesti desideri quando questi rischiano di diventare patologici: concentrarsi sul più semplice compito visivo, magari con l’aiuto di un cellulare di terza generazione.
Le voglie ossessive, in inglese “food craving”, sono il desiderio incontrollabile di mangiare un determinato tipo di cibo, desiderio che si può tramutare in bulimia.

La chiave di tutto è la tendenza naturale degli esseri umani a popolare la propria mente di immagini, affermano le studiose.

“Gli psicologi concordano nel ritenere che a innescare il desiderio indomabile di cibo sia il meccanismo dell’immaginazione mentale”, spiegano le autrici.

Negli ultimi anni diversi esperimenti sono stati fatti per misurare da un punto di vista quantitativo l’influenza negativa del food craving sulle abilità cognitive. Essendo la cioccolata in cima alle “ossessioni alimentari” delle società occidentali, i casi più studiati sono quelli dei cosiddetti cioco-dipendenti (dall’inglese chocoholic).

Cosa fare, allora, per contrastare le voglie ossessive? Fino ad oggi gli approcci sono stati essenzialmente due: la soppressione del pensiero (cercare di convincere il soggetto a non pensare al cibo incriminato) e l’esposizione proibitiva (far vedere l’oggetto del desiderio e impedirne il consumo). Nessuno dei due, però, sembra aver avuto gli effetti sperati. E’ qui che entra in gioco il nuovo metodo proposto da Kemps e Tiggemann, basato su un semplice assunto: se è vero che le voglie ossessive riducono le prestazioni nei compiti cognitivi, verosimilmente sarà anche il contrario, ossia che il food craving può essere tenuto a bada impegnando il soggetto in attività mentali, a maggior ragione di tipo ottico.

Una mano potrebbe venire dalle nuove tecnologie, come netbook e smartphone, che all’occorrenza potrebbero prestare il loro schermo a intermezzi visivi ad hoc da attivare prima che il desiderio abbia la meglio sulla ragione.

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