Se Facebook API fosse l’origine del più grande punto di errore del web?
Se Facebook si aprisse ai siti web come sta facendo, non si correrebbe il rischio che diventi il punto nevralgico di tutto il web e che a causa di un suo errore tutti i siti collegati ne possano risentire? Facebook non corre il rischio di diventare il padrone di internet? Internet non potrebbe essere più libero, ma schiavo di un padrone?
Per capire quello che stò dicendo facciamo un passo indietro.
Facebook ha da poco rinnovato la propria piattaforma di sviluppo degli applicativi per rendere possibile che altri siti Web si colleghino ad esso a mò di maglia nel tentativo di personalizzare automaticamente l’ esperienza on line delle persone. I visitatori di un sito non riusciranno più a capire quando sono dentro facebook e quando fuori perché i siti internet saranno interconnessi con la rete di Facebook.
Se ciò si verificasse avremmo un web con un punto centrale immobile Facebook da cui partono le varie ramificazioni ai diversi siti web.
Si potrebbe dire che a Facebook si legheranno tutte le nostre informazioni, e con ciò tutto il web.
Se fosse così la cosa sarebbe molto bella ma con un piccolo problema (due, se si conta sulla privacy): Quando il web diventa “interconnesso” con Facebook, significa anche che, quando Facebook si rompe, si rompe il tutto il web. Insomma, l’eventuale fallimento di Facebook comporterebbe la caduta dell’intero sistema web.
E’ una visione estremizzata ma che vale la pena di riflettere un pò!
Abbiamo visto la straordinaria potenza dei social media e dei socialnetwork in termini di visitatori unici come sappiamo già che i social media sostituiranno i motori d ricerca: le persone per cercare informazioni si rivolgeranno sempre di più a loro che ai motori di ricerca se rimangono tali. Vedi il tentativo di Google di creare dei socialnetwork efficenti capaci di sfidare Facebook.
Ma prima di partecipare a questa innovazione social del web non vale la pena di ragionarci su?
1. Facebook è affidabile?
Qualsiasi sito che si basa sulle API di Facebook per funzionare correttamenteavranno bisogno che Facebook non abbia mai dei problemi di servizio ( ma è già successo e succederà ancora ). E non ricordate quando facebook fù off line per 28 minuti? La piattaforma di Facebook ha ancora molte falle e bug che smaliziati hacker potrebbero approfittare.
2. Su internet non tutti i luoghi sono uguali
Dal momento che Facebook è ospitato negli Stati Uniti, l’accesso alla API di Facebook sarà più veloce in Nord America che in altri luoghi del mondo. Si è potuto chiaramente studiare che le API di accesso in Europa sono significamente più lente di quelle del Nord America, ciò grazie al sovraccarico derivante dalla distanza.
Per completare una richiesta di Facebook Graph API ci sono significative differenze. Il grafico di Royal Pingdom mostra che su oltre 3.000 richieste provenienti dall’ Europa e Nord America c’è una sostanziale differenza:
Una media 340 ms in Nord America rispetto a 569 ms in Europa è una differenza abbastanza grande, anche se, come abbiamo detto, dal momento che Facebook è ospitato negli Stati Uniti, questo dovrebbe essere anche normale. Tuttavia, le richieste alle API diFacebook sono in media il 67% più lente in Europa che America del Nord.
L’ Uptime invece è della stessa velocità.
3. C’è da fidarsi di tutto ciò?
L’apertura di Facebook è un’idea brillante che sbaraglia la concorrenza e che garantisce movimenti di visite, sempre cari ai blogger, in maniera apprezzabile quanto i motori di ricerca.
Inoltre ci sarebbero enormi benefici nel far parte di un grande Repository di informazion, profili ed account. Immaginate che grazie a questo non dovete più avere centinaia di account, password, profili diversi e che ogni volta che dovete cabiare socialnetwork, iscrivervi in un sito non dovrete far altro che inviare una istruzione a Facebook e basta.
Tutto ciò sarebbe bello, ma chi controlla Facebook?
Se Facebook fosse il centro di internet, un suo malfunzionamento o la presenza di gravi errori quanti problemi potrebbe causare? Sicuramente un singolo e semplice problema fi Facebook si potrebbe riverberare nel web come un onda anomala gigantesca che cresce con una forza logaritmica.
Qui sta il punto: i vantaggi prospettati valgono questo rischio?
E non venitemi a dire che la cgià successa con Google Search! Se domani Google non funzionasse per almeno 24 ore vi andrebbe bene? Se il sistema delle keyword advertising AdWords/Adsense avesse dei problemi vi starebbe bene?
Se le serp non funzionassero come hanno sempre funzionato, ma che non ci è mai stato detto il vero come, vi starebbe bene?
Francamente a me NO!
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