Risolvere una penalizzazione di Google


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Se non percepisci la penalizzazione tenderai a fare la cosa sbagliata, sovraccaricando il seo delle pagine e delle keywords scese e inguaiandoti ancora di piu’, in un contesto dove le misurazioni per verificare la penalizzazione sono difficili e non automatizzabili, tutto questo perchè il “nuovo” sistema di penalizzazione di Google non riguarda più il dominio ma il posizionamento delle chiavi più importanti, tracurando quelle irrilevanti.

Essere penalizzato da Google o addirittura bannato dai suoi indici potrebbe significare la fine prematura di una carriera in internet.

Chi ha il webmaster tool riceve una comunicazione della penalizzazione?

Sì, alcuni la ricevono ma non tutti. Google è cosciente che in rete ci sono dei “cattivi” webmaster che fanno il black hat SEO che utilizzano stratagemmi al limite del legale per superare chi si impegna informando veramente i visitatori.

Google ama chi informa e chi offre un valido servizio alla sua utenza, mentre odia che cerca di manipolare i suoi algoritmi solo per trarne del guadagno facile.

Per questo motivo Google non informa tutti, tramite il suo webmaster tool, che il sito, o la singola pagina è stata penalizzata, perché non vuole fornire informazioni utili ai cattivi ragazzi. Se vi siete accorti che il vostro sito è stato penalizzato e non avete ricevuto comunicazione, significa che Google vi considera delle cattive persone. Il motivo che non informa i “cattivi” è che questi potrebbero mettere in atto delle tecniche che comportano una penalizzazione, per poi ricevere la comunicazione di Google e capire fino a dove si possono spingere co il SEO.

Se invece Google vede che siete dei bravi ragazzi e che avete commesso qualche sciocchezza, oppure che siete sotto attacco da parte degli spammer (solitamente con del testo nascosto), vi comunica l’avvenuta penalizzazione e il motivo, in modo che possiate prendere dei provvedimenti e riottenere la vostra originaria posizione nelle Serp.

Tipi di penalizzazione

La penalizzazione di un sito internet avviene attraverso una “retrocessione” di posizioni all’interno delle SERP di Google. Ci sono varie forme di penalizzazione (-30 penality, -950 penality, etc.) e, solitamente, la maggior parte delle penalizzazioni sono scovate al 70% grazie agli algoritmi anti-spam e vengono risolte (tolte) con modalità algoritmiche.
Solitamente le penalizzazioni avvengono quando si utilizzano tecniche spam (poco invasive e massicce) per falsare i risultati in SERP.

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Diverso è il BAN: il sito viene completamente escluso dagli indici di Google (non è in alcun modo indicizzato, anche per ricerche contenenti il nome del dominio). Questa esclusione dagli indici avviene, più o meno, al 40% in modo algoritmico, ma più frequentemente è un’operazione manuale dovuta a segnalazioni che giungono ai quality rater che studiano i siti presenti fra i risultati di ricerca. Un sito può essere bannato per svariate motivazioni, elenco solo quelle più frequenti:

  • Utilizzo di tecniche SPAM avanzate (cloaking, doorways page, etc.)
  • Backlink ad un sito Bannato (se il sito linka un sito già bannato, è probabile il ban ricada anche sul sito contenente il link)
  • Scambio di links a pagamento.
  • Links esterni a siti di spamming, bannati o penalizzati.
  • Links esterni a siti che contengono malware.
  • Links esterni a siti porno.
  • Testo nascosto all’interno del codice html.
  • Contenuti duplicati.
  • Sovraottimizzazione del sito.
  • Sito o blog creato solamente per contenere pubblicità.
  • Come risolvere la penalizzazione?

    Seguiamo i consigli di Matt Cutts:

    1) Se hai dei text link a pagamento: eliminali dalla home page. Meglio ancora se li elimini dall’intero sito.

    2) Se sei pagato per scrivere dei post (servizi tipo Pay Per Post come Marqui, Reviewme etc.) scrivi questi contenuti e inserisci l’attributo “no-follow” a tutti i link in uscita (tag rel=”nofollow).

    4) Se è passato almeno un mese, da quando hai ripulito il tuo sito e non hai visto alcun risultato, invia una nuova richiesta di riammissione, per avere nuovamente il tuo PageRank, in cui scrivi dettagliatamente cosa hai fatto per risolvere il problema.

    Però tieni presente che:

    a. Google non ti risponderà mai;

    b. Non devi aspettare tanto per vedere ripristinato il tuo PageRank. Se non succede niente nel giro di poche settimane, è il caso di fermati un attimo e andare a vedere se ti sei dimenticato di correggere qualcosa.

    c. Se sono passati 4-5 mesi invia una nuova richiesta di riconsiderazione del PageRank.

    In definitiva non devi:

    1. Applicare tecniche “SEO estreme”.
    2. Nascondere parti di testo usando colori particolari o div hidden.
    3. Fare compravendita di links.
    4. Linkare siti spammosi, contenenti malware o bannati.
    5. Inserire troppe keywords o keyphrases per cui vi interessa salire in SERP.
    6. Creare pagine soltanto per inserire pubblicità.
    7. Copiare testo da altri siti blog senza mettere un link alla fonte originale.
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