Perché si perdono i capelli?


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La caduta dei capelli è stata studiata da Hamilton che ne ha anche delineato i vari stadi della calvizie.

hamilton stadi testato.it

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Come si può vedere dall’immagine, la calvizie androgenetica avanza progressivamente colpendo in primo luogo le tempie; successivamente il diradamento colpisce anche l’area di vertice ed avanza sino a interessare tutta la parte superiore del capo.

Ma perché si perdono i capelli?

La predisposizione alla perdita dei capelli è determinata da diversi fattori genetici. Gli ormoni principali dell’uomo, portati nell’organismo dal sangue, sono prodotti dal sistema endocrino (ipofisi, tiroide, paratiroidi, ghiandole surrenali, ghiandola corticale e midollare, pancreas insulare, gonadi ); essi sono:

  • Testosterone;
  • DHT;
  • DHEA;
  • Androstenedione.
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Una volta che il testosterone entra nella cellula del follicolo, incontra un enzima, denominato 5-alfa-reduttasi, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone (DHT) legandosi all’idrogeno. Nella donna, ove la calvizie androgenetica si manifesta intorno ai 35 anni, sembra che l’ormone imputato della caduta dei capelli sia invece il DHEA.
Questi ormoni, reagendo con particolari strutture proteiche, i RECETTORI, penetrano nel nucleo interferendo con il DNA della cellula e inibendo il follicolo portandolo al rimpicciolimento ed alla incapacità di esprimere un capello sano, sempre più piccolo e debole, sino alla completa atrofizzazione e morte.
I capelli risultano sempre meno grossi e sempre meno colorati, dando l’impressione che il numero sia diminuito, ma in realtà ciò che cambia è la qualità dei capelli.
Il capello in questa fase è detto capello vellus ed è molto simile al capello del neonato: sottile, corto, depigmentato. L’organismo, come se si trovasse di fronte ad un corpo estraneo, mette in atto delle reazioni autoimmunitarie e cerca di eliminarlo: si presentano così prurito, rossore, infiammazioni, situazioni spesso associate alla caduta di capelli.

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