L’influenza, se è arte, non è una malattia


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… Google sa che il metodo migliore per attribuire importanza a dei link postati da qualcuno è “ascoltare” ciò che dicono gli altri di questo link e di chi lo ha postato.

(Tratto da “Riflessioni di Web Marketing per il 2010″)

www.testato.it

L’ ebook “Riflessioni di web Marketing per il 2010 è un ottimo, non buono, testo su cui confrontarsi sui temi del web Marketing. E’ un ottima “finestra” su un mondo di cui tutto si conosce tranne il suo funzionamento, i suoi attori, le sue dinamiche. Non lasciatevi ingannare del titolo facendo presupporre che sia solo un report rilasciato anno per anno, perché in esso ci sono davvero tanti spunti per riflettere e magari iniziare la propria fase di sviluppo verso il successo.

Ultimo, ma non di importanza, il suo autore è uno dei più autorevoli esponenti del web marketing italiano che gestisce anche un forum di successo come www.webmarketingforum.it. La brillantezza coniugata allo studio empirico dei numeri e fatti tutto coniugato con ironia sempre seriosa, però, risponde alla persona che si chiama Alex Sportelli.

Anch’io voglio partire da alcuni punti citati nell’ebook per poi trarre le mie conclusioni.

Si fa un continuo parlare di marcketing relazionale, ma, nel vociare è intriso un pregiudizio falso. Il successo attraverso il marketing relazionale parte dai socialnetwork e senza di questi non potrebbe esistere. Se non esistesse u n socialnetwork forte il marketing relazionale non avrebbe giustificazione di esistere. Sbagliato! E questo ce lo spiega brillantemente Alex Sportelli:

I Social network non sono nulla. Ciò che è accaduto nell’ultimo anno in Italia ed in particolare su facebook è frutto della reale essenza delle persone, come in realtà sono sempre state. Il social network da solo non ha carattere ma è solo un amplificatore di atteggiamenti naturali ed un megafono nelle mani di tutti. Il social network amplifica ciò che la gente già è e fa praticamente da sempre (spero che i politici lo capiscano presto).
Il Social network è uno strumento che ha contribuito a far avvicinare la gente con delle modalità che prima erano semplicemente sconosciute … qualcuno avrebbe detto “Impossibili”.
[...]

Il segreto di facebook sta nel permettere a chiunque di:
1. Comunicare con tutti,
2. Condividere con tutti,
3. Dare qualcosa a quanta più gente possibile.
Sembrerebbe banale ma secondo me è rivoluzionario. Comunicare, condividere e dare è sempre stato un piacere anche prima di facebook. Facebook non ha fatto altro che incentivare, agevolare e velocizzare tutto senza chiedere un euro

La struttura tecnica non è fondamentale ma è come la si usa. con i socialnetwork si è fatto un passo ulteriore: mettere la struttura tecnica nelle mani dei suoi utilizzatori.

Il passaggio dal web 1.0 a l 2.0 è proprio questo: la destrutturalizzazione gerarchica delle decisioni e dei contnuti.

In realtà i socialnetwork non hanno contenuti ma solo affinità sociali, invece i socialmedia hanno contenuti creati dagli stessi utilizzatori attraverso un processo ermafroditico chiamato “prosumerismo”.

Quindi se all’inizio della seconda era 2.0 la struttura è passata in second’ordine rispetto ai contenuti, ora anche i contenuti passano in second’ordine rispetto alla socialità dei loro autori.

L’influenza che ha un autore potrebbe creare da sola la popolarità della notizia e quindi la sua ilevanza sociale. Per paradosso potremmo avere notizie scadenti che hanno più successo di quelle ben confezionate e dotate di innovatività.

Quello che conta è la popolarità di chi scrive e di chi legge.

In internet esiste un detto: “se le persone ritengono un contenuto valido, anche Google lo riterrà valido”.

Google sa che il metodo migliore per misurare l’importanza dei link, ed arginare il fenomeno dello spam, o se vogliamo dei link inseriti qui e lì ad arte, è analizzare direttamente il comportamento delle persone (vedi web marketing relazionale) invece di analizzare il sito “complessivamente”.
In altre parole Google sa che il metodo migliore per attribuire importanza a dei link postati da qualcuno è “ascoltare” ciò che dicono gli altri di questo link e di chi lo ha postato.
L’attenzione si sposta quindi dai “siti” come principale fonte di link ai “singoli profili” interni ai siti stessi.

In altre parole diventa importante chi ti legge e poi ti linka. Non è più importante il sito ma il profilo del suo gestore che se vuole può farti accedere al suo Network relazionale crendo un influenza positiva o negativa nei suoi contatti e questi la creeranno a loro volta verso altri e così via.

Quindi  passiamo al processo:Relazioni di valore -> Autorevolezza profili -> Peso link -> Posizionamento

dove, come osservato da Alex “Il contenuto non è più il Re. Il contenuto è solo un risultato, uno strumento ma non il Re”. Brillante deduzione presumo.

Quindi come ci si deve comportarsi? Alex Sportelli ce lo dice nel suo ebook gratuto e quindi non vi preannuncio le sue deduzioni (“Publisher di successo”) ma posso dirvi cosa consiglia l’autore: essere una persona sociale che intuisce i trend, li elabora e crea immediatamente relazioni sociali ad hoc e poi su queste contenuti. Quello che conta è avere una buona influenza sugli altri.

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