Le vitamine E e D aiutano il cervello?


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Sono state condotte molte ricerche sulle vitamine e sulle loro proprietà benefiche. In particolare si ritiene che le vitamine E e D siano benefiche per il nostro cervello.

Vitamina E

I ricercatori, in rapporto apparso nel Archives of Neurology, hanno visto che una  alimentazione ricca di vitamina E comporta un minore rischio di demenza.  Questo studio si basa sullo studio di un campione di 5.000 persone di età non inferiore a 55 anni che non hanno avuto la demenza tra il 1990 e il 1993.  Queste persone sono state seguite per oltre 10 anni.

Un terzo del campione  ha mangiato cibi con più vitamina E – sono stati eliminati gli alimenti come la margarina, olio di girasole, burro, grasso di cottura, l’olio di soia e maionese. Dai dati raccolti è apparso che  il 25 per cento di loro hanno meno probabilità di sviluppare la demenza rispetto al  terzo di partecipanti che hanno consumato i cibi privi di vitamina E.

La vitamina E è un antiossidante che può impedire lo sviluppo della demenza nel cervello.

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Ma bisogna dire che questo test non è un esperimento controllato, cioè i partecipanti non sono stati randomizzati a diete con e senza alti livelli di vitamina E. Inoltre gli studi clinici non hanno definitivamente dimostrato che questa vitamina, quando presa come supplemento, abbia questo vantaggio. Inoltre, tutti i partecipanti provenivano da Paesi Bassi.

Saranno necessari altri esperimenti e ricerche.

Vitamina D

Un altro studio, sempre pubblicato in Archives of Neurology, ha cercato di capire se le persone che hanno  alti livelli di vitamina D possono avere un rischio ridotto di sviluppare il Parkinson.

Questo studio, condotto da Paul Knekt, ricercatore dell’ Istituto Nazionale per la Salute e del Welfare della Finlandia, ha studiato 3.100 persone che non erano affette dal morbo di Parkinson negli anni1978-1980. Cioè quando è iniziato lo studio. Dopo 29 anni, 50 di loro hanno sviluppato il morbo di Parkinson, e le persone con un livello divitamina D alto lo hanno sviluppato di meno.

Ancora una volta, però, questo test non è un esperimento controllato, ed è specifico per un solo paese, ma gli esperti dicono che il lavoro è importante.

Occorrono quindi ulteriori ricerche per capire se la vitamina D possa aiutare ad attenuare il declino cognitivo in età avanzata.

Un altro studio pubblicato nel Archives of Internal Medicine ritiene che gli anziani con deficit di vitamina D, hanno il 60 per cento in  più si probabilità di mostrare un sostanziale declino cognitivo rispetto allepersone con livelli adeguati.

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