Il guadagno di Facebook in Italia
Gli introiti di Facebbok in pubblicità non sono nemmeno paragonabili a quelli di Adwords di Google.
Ma facebook non è un motore di ricerca ma un socialnetwork. In Fb la gente non cerca informazioni ma vogliono socializzare. Però si incomincia a vedere nella barra destra dei propri account banner di società famose che vogliono pubblicizzarsi attraverso questo grande mezzo di comunicazione.
Iniziamo con dei dati:
| 2009 | Gen. | 25.041 | 4,78 |
| 2009 | Feb. | 24.514 | 12,62 |
| 2009 | Mar. | 26.951 | 4,01 |
| 2009 | Apr. | 27.769 | 21,44 |
| 2009 | Mag. | 29.186 | 25,87 |
| 2009 | Giu. | 27.471 | 28,77 |
| 2009 | Lug. | 27.041 | 12,22 |
| 2009 | Ago. | 22.364 | -0,57 |
| 2009 | Set. | 28.715 | 4,58 |
| 2009 | Ott. | 26.013 | 9,68 |
| 2009 | Nov. | 26.228 | 7,11 |
| 2009 | Dic. | 26.538 | 10,70 |
| 2010 | Gen. | 25.422 | 1,52 |
| 2010 | Feb. | 22.533 | -8,08 |
| 2010 | Mar. | 23.032 | -14,5 |
Da una prima analisi di questi dati forniti da iab nielsen vediamo che il trend di crescita del mercato del search marketing si è arrestato. Questo non può essere solo il riflesso della crisi finanziaria in atto.
Alcuni esperti sostengono che parte degli investimenti nel search marketing si sia diretto verso i socialnetwork a discapito dei motori di ricerca e delle directory. La loro tesi sarebbe giustificata dal fatto che nei 6-10 mesi precedenti si è vista un aumento delle inserzioni su Fb e una contestuale caduta delle percentuali nei motori di ricerca.
Occorre dire che la pubblicità sui socialnetwork è molto diversa da quella tradizionale Adwords.
Uno perché nei socialnetwork c’è meno senso della ricerca di informazioni, quindi le esposizioni dei banner è meno influente. Due i criteri di scelta dell’azione sponsorizzatrice sono diversi.
Nei motori di ricerca si cerca di creare campagne più rispondenti alle keyword, nei socialnetwork, invece, si cerca di scoprire i gusti degli utenti e quindi selezionarli (per sesso, età, cultura, interessi, lingua, nazionalità…) in modo che possono essere più propensi a smettere di socializzare per scoprire nuovi prodotti o servizi.
Io ritengo che la pubblicità su Facebook abbia anche un altro connotato che la differenzia da quella di adwords.
La pubblicità nei motori di ricerca è molto diretta ad aumentare il traffico di un sito più che per le conversioni. Per conversioni si intende un’azione compiuta dal visitatore sul sito. Si tratta di catturare l’attenzione del giusto pubblico nel momento in cui è mentalmente predisposto a compiere una determinata azione (ad esempio l’acquisto di un prodotto).
In Facebook le persone non sono nella forma mentale di spendere ma di socializzare. Loro accedono al loro account per vedere cosa i loro amici hanno scritto, quali foto hanno pubblicato, quali video hanno condiviso. Quindi la pubblicità su Facebook è più un’azione di branding marketing che di puro aumento delle visite e generazioni di conversioni. Il ROI per le campagne Fb dovrebbe essere visto come aumento della popolarità del proprio marchio o simbolo in modo da essere riconosciuto quando lo stesso utente accede ai motori di ricerca. E’ più una sorta di familiarità che un soggetto ha verso un nome o un simbolo.
Per questo credo che Fb toglierà una parte consistente di introiti ai motori di ricerca più si affermerà questa convinzione che il marchio, anche per i piccolissimi blog, sia più importante delle conversioni immediate.
Ritengo questo perché, oltre ai bassi tassi di click through, il problema principale è che l’utente medio di Facebook visita sicuramente un gran numero di pagine per ogni sessione di navigazione ma non è minimamente predisposto all’acquisto: la sua mente è impegnata in altre attività. Se poi improvvisamente viene colto da frenesia da shopping è molto più facile che vada su Google ed inizi a cercare. Ed ecco che allora il marchio potrebbe avere un suo valore.
Se volete conoscere una stima sul valore dei ricavi di Facebook in Italia vi invito a visitare il blog di Luca Lani
Contrarian

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