I banner valgono mille milioni
In questi giorni si sta svolgendo lo IAB Forum di Milano e si discute di web e delle sue prospettive.
Forse il web non è morto, come teorizzava Wired Usa che lo ritiene agonizzante rispetto alla ascesa dei social media, perché l’industria dell’ on line cresce e ha un buon giro di denaro alle sue spalle.
I vecchi e quelli nuovi banner come quelli video, la pubblicità nei social media, le inserzioni sui smartphone, iPad e dispositivi mobili in generale, i video virali hanno un giro di affari pari a un miliardo di euro all’anno.
Buone notizie, ma pur sempre inferiori rispetto a Stati Uniti e altri Paesi anche europei come la Gran Bretagna.
Se gli spot in televisione e le inserzioni pubblicitarie su carta quest’anno iniziano a riprendersi in maniera molto blanda (secondo i dati Nielsen la crescita sarà del 3,2 per cento), internet crescerà invece a velocità tripla: il giro d’affari internet varrà mille milioni, che rappresentano l’11 per cento della quota di mercato sul totale della pubblicità in Italia. Per i prossimi tre anni si potrà crescere fino al 50 per cento e a fine 2013 ci sarà un mercato internet da 1.500 milioni.
I banner più performanti e più piaciuti dal pubblico sono quelli video che sono in grado di diventare virali in quanto stanno diventando dei mini film, una sorta di nuovo Carosello, dove ogni spettatore può commentare, interagire e condividere con gli altri attraverso Facebook e YouTube.
I social network, in questo settore, ovviamente la stanno facendo da padrone in quanto sono strumenti più vicini alle persone e i loro interessi rispetto alla Tv e la carta stampata.
Ecco che allora che Ferrari (con la consulenza è di Triboo, sponsor dello IAB Forum, attraverso la sua web agency Nascar), fa acquistare il merchandising online dentro Facebook, Amazon in questi giorni lancia il suo nuovo servizio di acquisto e spedizione di cartoline augurali virtuali sempre attraverso Facebook e Twitter ha lanciato da poco i tweet sponsorizzati.
Il web forse è stato fortemente impattato dai social network, ma questi, se da un lato hanno eliminato le vecchie logiche di marketing on line, dall’altro ne hanno create delle nuove e forse più vicine ai gusti delle persone.
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