Guadagnare con l’Open Source:optimization strategy


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Nel precedente articolo ho introdotto che cosa sia l’open source e ripetuto più volte quella che sarà il motivo di questa guida: le soluzioni open source sono in grado di offrire dei guadagni anche notevoli e le aziende, se sono in grado di porsi in maniera adatta nei confronti del mercato che esige il gratis.
Un esempio ci è dato da IBM che, con un suo gruppo dirigenziale destinato alle decisioni nell’ambito dell’OSS, è sempre attenta alle possibili mosse da effettuare e, chiaramente, questa è la riprova di come anche le grosse aziende reputino interessante questa parte di mercato. Iniziamo, come promesso, col discutere quindi le varie strategie alla base di questi potenziali guadagni.

L’optimization strategy viene introdotta partendo dalla “legge di conservazione della modularità” di Clayton Christensen, che ci spiega che, se un sistema è composto da una pila di livelli modulari ed indipendenti, quelli adiacenti ad un dato livello risulteranno chiaramente ottimizzati. L’ esempio é Linux per il quale Christensen ci mostra come questa modularità é capace di portare dei benefici e come i software basati su questa tecnica — che permettono di avere il livello applicativo ottimizzato per i livelli del sistema operativo — possano essere decisamente più performanti.

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Per una software house, quindi, produrre del software ottimizzato per un sistema operativo già ben “soddisfacente” di suo, potrebbe tradursi nel produrre del software il cui valore aggiunto equivarrebbe quasi direttamente a valore monetario aggiunto. Certo, in tempi come questi in cui la portabilità sembra essere una delle chiavi per il successo, un discorso come questo potrebbe sembrare quasi obsoleto, ma non è assolutamente detto.

Ed infatti, a riprova di ciò, Oracle, nonostante abbia fatto sua bandiera la portabilità dei software sui vari sistemi operativi, non disdegna di fornire la propria RAC ottimizzata per Linux. Questo permette ad Oracle di trarre guadagni vendendo, in un’unica soluzione, hardware, sistema operativo (Linux) e la propria applicazione ottimizzata per quest’ultimo. Con probabili accordi economici con i produttori dell’OS, quindi, l’azienda Californiana può trarre più guadagni di quanti ne avrebbe ottenuti vendendo il solo prodotto.
Nel caso di produzione di template o plug in gratuiti, invece la loro distrubuzione comporterà un generale miglioramento dell’immagine del programmatore che può offrire gli stessi template o plug in con delle funzioni avanzate a pagamento.

Chiaramente questa prima strategia, come alcune tra le altre che vedremo, anche se abbastanza valida è poco attuabile per piccole software house, però è sempre bene conoscerla, in quanto reputo molto probabile che i sette metodi che andremo a discutere saranno, per molti, fonte di ispirazione per ulteriori possibilità di guadagno.

Nel caso dei blogger questa è la strategia da usare per creare un network di nanopublishing. Avendo un sito che riceve molte visite e quindi ben posizionato in serp e ben ottimizzato, è meglio non espanderlo verso nuove direzioni, ma lasciarlo focalizzato sul singolo argomento. In esso verranno solo inseriti link verso altri siti che hanno come nicchia un settore afffine. Così l’ottimizzazione di un sito porterà l’otimizzazione degli altri, che vivranno di vita propria ma rinforzati dal sito meglio ottimizzato.

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