Guadagnare con l’arbitraggio di traffico PPC
“L’arbitraggio è la pratica di approfittare di una situazione di squilibrio tra i due (o forse più) mercati: è una combinazione di matching tra le diverse offerteche sfruttano un momentaneo squilibrio ….”
L’elemento chiave di un “arbitraggio” è lo squilibrio, ma l’atto stesso di “trading” altera l’equilibrio modificando l’offerta o la domanda in ciascun mercato. Dal momento che decine di migliaia di persone sono alla ricerca di profitto da “arbitraggio di affiliazione” e “l’arbitraggio di Adsense” ogni giorno, la condizione di “squilibrio” è costantemente . Google sta costantemente cercando di “bilanciare” i propri mercati (AdSense e AdWords). Quindi bisogna fare attenzione (Google visualizza solo un annuncio per il “dominio di destinazione”).
Come in finanza l’ arbitraggio individua una pratica di marginazione attraverso l’acquisto e la rivendita di prodotti o servizi per i quali esiste una differenza di prezzo nelle due fasi, in ambito web si intende un modello di business applicato da molte aziende, che hanno generato enormi profitti in pochi anni, attraverso lo sviluppo di un markup tra l’acquisto di un click sui motori di ricerca e la sua rivendita ad altri inserzionisti.
Il processo si articola in questo modo.
Un’azienda (l’arbitraggista) acquista traffico dai motori di ricerca sotto forma di click (cioè di persone che cliccano sulle inserzioni pubblicitarie che sui motori prendono la forma di link sponsorizzati) e veicola questo traffico su pagine di atterraggio, chiamate landing page, nelle quali sono presenti contenuti editoriali ed altre pubblicità, per lo più sotto forma di altri link testuali sponsorizzati.
I link sponsorizzati sono presenti su queste pagine grazie a modalità di affiliazione con gli stessi motori di ricerca, che distribuiscono i text ads anche su network di siti esterni (ad esempio Google Adsense).
Nel momento in cui il costo unitario di acquisto dei clic è minore del costo di vendita della pubblicità sulle landing pages, allora si sviluppa margine positivo.
L’arbitraggio viene fatto principalmente dai grandi siti, che acquistando traffico dai motori di ricerca, cercano di monetizzarlo attraverso la vendita di prodotti in dropshipping oppure tramite affiliazioni aggiungendo anche l’advertising. Di solito Adsense o simili.
Questo modello di arbitraggio è ad esempio adottato con frequenza dall’editoria online, con un’intensità di medio livello, e tipicamente su una base nazionale.
Diverso è il caso degli arbitraggisti, il cui business è rappresentato dal meccanismo di marginazione esasperato.
Queste aziende infatti sviluppanomoltissimi siti multilingua, nei quali sono presenti sia pagine di atterraggio pertinenti all’ argomentocercando di valorizzare l’advertising e, grazie agli accordi con i motori di ricerca, pubblicano su queste pagine moltissimi link sponsorizzati a pagamento.
Per dare un’idea del fenomeno, queste aziende trattano quotidianamente l’acquisto di traffico su milioni di parole chiave in differenti lingue, monetizzando lo stesso attraverso i meccanismi sopra descritti.
Questo business applica un modello fortemente speculativo e insiste molto su tecnologie di automazione e di ottimizzazione degli investimenti.
Google come vede questa pratica?
Per le aziende che attuano intensamente quest’attività, Google opera un costante monitoraggio e controllo, verificando il bilanciamento tra contenuti e pubblicità, ed impedendo a chi abusa di questo modello di poter continuare ad operare sulla propria piattaforma. Questo perché la mission di Google è condurre l’utente, attraverso un percorso di massima rilevanza e nel minor numero di click, a soddisfare la necessità di reperire informazioni su un dato argomento.
Come avviene praticamente l’arbitraggio?
In sostanza si deve stimare il valore dei click degli Adsense inseriti nella landing page.
Ovviamente i banner adsense sono posti nelle posizioni più remunerative in termini di CTR.
Le landing page contengono del testo assolutamente rilevante con gli Adsense e rimandano implicitamente ai link sponsorizzati per un approfondimento dell’argomento trattato. Gli Adsense sono opportunatamente filtrati in modo di avere degli annunci assolutamente pertinenti e più remunerativi.
Una volta individuati gli annunci Adsense e il loro valore a click, si va su Adwords e si creano campagne mirate a una specifica landing page. Il costo dei click Adwords deve essere di solito un 10/20% inferiore alla remunerazione Adsense.
Nelle landing page possono essere inseriti anche altre affiliazioni PPL e PPS in modo da ottenere un margine estremamente positivo dall’azione di arbitraggio.
Facciamo un esempio:
Prendiamo una nicchia di mercato estremamente remunerativa, ma allo stesso tempo più costosa: i Viaggi.
Dalle stime Adwords abbiamo che la keyword Viaggi, ha un costo a click di 38/52 cent di € e dovremmo avere 2.434 – 3.046 click al giorno per un totale di spesa di €920 – €1.600.
Ora se volessimo fare l’arbitraggio con questa keyword dovremmo avere una remunerazione a click Adsense e altre affiliazioni (anche PPI) di almeno 2000€ al giorno.
Tenuto conto che se costruiamo una buona landing page e ottimizziamo il testo al fine di provocare una vendita, il 90% del traffico si dovrebbe tradurre in un click in quanto esso è fortemente targettizzato. Ma per la keyword Viaggi potrebbe essere un pò difficile.
Se invece scegliamo keyword Adword meno costose ma che hanno inserzionisti disposti a pagare molto allora l’arbitraggio potrebbe funzionare.
Ma anche i motori di ricerca fanno arbitraggio PPC:
Oppure
E la relativa pagina di destinazione:
Il meccanismo sarebbe semplice: una keyword a poco prezzo ed inserire Adsense filtrato in maniera di avere i valori dei click maggiori del prezzo di Adwords. Il problema è che esiste anche lo smart price che complica le cose.
Il ruolo della determinazione intelligente del prezzo dovrebbe essere correlata al tuo account e varia da un conto all’altro ed è una variabile sconosciuta.
E’ stato dimostrato che l’arbitraggio funziona se nella landing page hai un CTR Adsense del 90%, ma questo non è olto realistico.
| Utenti | Costo per Acuisition | Costo totale | Ogni click | CTR | Reddito | Profitto € |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 100% | 120 € | 20 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 90% | 108 € | 8 8 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 80% | 96. € | -4 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 70% | 84 € | -16 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 60% | 72 € | -28 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 50% | 60 € | -40 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 40% | 48 € | -52 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 30% | 36 € | -64 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 20% | 24 € | -76 |
| 100 | 1,00 € | 100 € | 1.2€ | 10% | 12 € | -88 |
In pratica dovete stimare quanti visitatori provenienti dal vostro annuncio Adwords clicchino sui vostri Adsense.
Ammettiamo che essi siano il 30%, ora se ad esempio pagate 25 cent a click Adwords e avete messo gli annunci Adsense che vi rendono 1,2€ abbiamo che per 100 visitatori:
Costo: 0.25*100= 25€
30 click da 1,2€=36€
profitto=11€
Capite bene che conoscere le aste Adwords e avere una notevole esperienza di valutazione dei rendimenti Adsense è essenziale per applicare questa tecnica.
Il divieto dell’arbitraggio Adsense
A metà del 2007, Google ha annunciato una nuova politica che vieta “AdSense Arbitrage” – proprio come Google proibisce annunci PPC da “affiliato sottile” o la ” affiliazione ponte” , vieta anvhe la pubblicità PPC per promuovere le pagine di un sito ” contenuto ” che consiste semplicemente nella presenza di alcune parole chiave e di annunci AdSense.
Altri tipi di arbitraggio
Esistono altri tipi di arbitraggio come Arbitraggio di affiliazione
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