Google Instant: minaccia o opportunità per l’affiliate marketing?


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Google Instant è ancora nuovo per molti utenti della rete, ma i merchant che gli affiliati, nonché i SEO, si stanno chiedendo se esso sia più una risorsa o una minaccia al loro lavoro.

Sopratutto per chi vive nel mondo dell’affiliate marketing, Instant è un opportunità o invece dà delle preoccupazioni?

Ho voluto cercare i pensieri dei maggiori marketer affiliate manager americani (che sono almeno 2 anni avanti a noi italianucci) e raccoglierli in questo post.

Spero di aver fatto gradita cosa e sopratutto se trovate altre voci commentate pure!

Matthew Wood, il fondatore di affiliates4u ha detto che Google Instant ha 5 minacce e 4 opportunità.

Le minacce

  • L’ Auto-correzione degli errori ortografici all’interno della casella di ricerca
  • Un forte aumento in termini di CTR potenzialmente indipendenti da AdWords (il tempo lo dirà)
  • 3 secondi di pausa = impressions che potrebbero far cambiare idea nella ricerca
  • Gli affiliati sembrano essere spazzati via dalle singole parole chiave in favore delle marche (brand)
  • La coda lunga svaluta  gli utenti che sono tentati dal digitare brevi frasi (querry)

Le Opportunità

  • Lo strumento di ricerca per parole chiave / suggeritore è diventato molto più influente!
  • Potremmo vedere l’ ottimizzazione dei siti per parole parziali o frasi parziali?
  • Il comportamento di ricerca cambia nel suo agire
  • La coda lunga svaluta gli utenti che sono tentati dalle frasi oparole chiave consigliate!
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Mike Allen presidente di Shopping-Bargains.com ritiene invece che non cambi molto il mondo degli affari. Vede Google Instant come un recupero di google verso Yahoo! e Bing che come vera rivoluzione del search. Inoltre ritiene che non cambierà molto il modo di fare le ricerche, ma che Instant potrebbe addirittura infastidire le persone. Ecco perché Google ha messo la funzione per disattivarlo.

Secondo Scott-Jangro di AffBook.com, Google Instant sembra che  possa distrarre i cercatori nel tentativo didigitare i termini di long tail (coda lunga).  Se la gente si abbassaa scrivere solo i primi termini della loro ricerca aspettando che Google completi il loro pensiero, i ricchi saranno più ricchi.

Il parere più suggestivo lo dà Jason Spievak, CEO di RingRevenue, il quale si chiede cosa c’è dietro alla strategia di Google di voler introdurre Instant. Se c’è la volontà di colmare il divario con gli altri motori di ricerca va bene, ma esiste veramente questo divario? Oppure Google lo ha fatto solo per far più soldi?

Con Instant, Google è in grado di indirizzare le ricerche dei suoi utenti verso quelle più frequenti. Più frequenti = più cercate in un mese e di conseguenza le più costose in termini di click per gli inserzionisti AdWords.

Se

“si digita una sola lettera dell’alfabeto in Google Instant, si ottiene un risultato marketing sorprendente: in quasi tutti i casicompare una specifica marca aziendale. Ad esempio, se digito “A” in Google Instant e il risultato è AOL. Digito “B” e il risultato è  Bank of America. Digito “I” e il risultato è IKEA. Questo potrebbe essere un derivato delle ricerche frequenti, ma se Google lo ha fatto per soldi…”

Zac Johnson di ZacJohnson.com, invece si preoccupa del CTR e ROI delle campagne AdWords

Tante domande mi vengono in mente, ad esempio: quale sarà l’effetto sul CTR, impressions e i criteri monitoraggio delle campagne pubblicitarie?  Si apre anche un metodo completamente nuovo di visualizzare velocemente il proprio annuncio attraverso una tonnellata di parole chiave.

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