Facebook: perché la chat non funziona sempre
Tante volte capita che la chat di Facebook non funziona. Perché? Molto probabilmente perché qualcuno sta invadendo la tua privacy.
La piattaforma di Facebook è piena di bugs, falle, che se conosciute possono essere usate da malintenzionati per reperire i vostri dati ed usarli per fare spam!
Occorre conoscerle e comunicarle agli sviluppatori di Facebook e sopratutto ai nostri ignari amici. Noi di Testato.it cerchiamo di riconoscerle e comunicarle, poi resta a voi condividerle il più possibile.
Vediamo le ultime tre falle di Facebook.
1. Visualizzazione di tutti gli indirizzi email
Il 31 Marzo scorso per ben 30 minuti, è stato possibile visualizzare gli indirizzi email di TUTTI gli utenti, amici e non. La notizia si è diffusa rapidamente tramite Twitter con cinguettii del tipo: “everyone’s email addresses are now visible on facebook, even peoples’ who are not your friends”.
Questo problema è stato creato, secondo voci non confermate, dallo stesso team di sviluppo di Facebook.
2. Chat spiabile dai vostri amici
5 Maggio scorso: molti di voi si saranno resi conto che la chat di Facebook è stata spesso inutilizzabile. Il problema era dovuto ad una gravissima falla di sicurezza nel noto social network: la chat era facilmente spiabile da tutti i nostri amici. La scoperta è stata effettuata dal reporter Steve O’Hear di TechCrunch che ha pensato bene di realizzare anche un video denuncia per spiegare, nei dettagli, come fare a leggere quello che i nostri amici si dicono in tempo reale. Facebook è corsa subito ai ripari evitando di usare la chat finché il problema non fosse stato risolto.
Il meccanismo per spiare la chat degli amici era abbastanza semplice: andando su account – impostazioni sulla privacy – informazioni del profilo è possibile accedere all’anteprima del vostro profilo che può essere visto dall’account di un vostro qualunque amico. Peccato che, selezionandoil vostro amico e aprendo la chat si poteva vedere cosa questo stava dicendo con gli altri.
3. Applicazioni autoistallanti
7 Maggio: Macworld ha scoperto le applicazioni autoinstallanti. In pratica alcuni giornalisti si sono resi conto che alcune applicazioni tra cui quelle della stessa TechCrunch, del Washington Post, di CNET o del New York Magazine compaiono nei profili (tra le applicazioni attive) semplicemente dopo aver visitato le relative pagine (e non “installate”, quindi).
Quelli di MacWorld si son resi conto del problema quando, visitando le pagine delle testate sopracitate, hanno notato nell’elenco delle persone che in questo momento stanno visitando “quella” pagina c’erano dei colleghi che non avevano installato l’applicativo. Per quel tipo di siti non c’è un grosso pericolo, ma immaginatevi se YouPorn o qualsiasi sito di ecommerce comunicasse ai vostri amici che voi, in questo momento, siete comodamente seduti alla vostra scrivania e siete collegati su quella pagina (magari anche solo per errato passaggio) oppure che state omprando qualcosa. E poi questo solo per cominciare: i malintenzionati sulla rete sono tanti e con tante idee malsane e fraudolenti…
Ma sopratutto quali sono le informazioni che Facebook invia alle applicazioni senza il nostro consenso?
Ovviamente su Facebook è possibile eliminare le applicazioni “autoinstallatesi “andando nella relativa sezione del nostro account e cliccando sulla X a destra...ma sappiate che è è sufficiente visitare nuovamente la pagina incriminata per creare nuovamente il problema. Attenti quindi…
Il team di sviluppo di Facebook è immediatamente intervenuto risolvendo il problema in pochissime ore e ha dichiarato: “In this case, there was a bug that was showing applications on a user’s Application Settings page that the user hadn’t authorized. No information was shared with those applications and the user’s list of applications was not shown to anyone but the user. This bug has been fixed”.
Ma la domanda è legittima: il bug è stato risolto del tutto? Esistono altri bugs?
4. Non è sempre colpa di Facebook
Molte volte a mettere in pericolo la propria privacy sono gli stessi utenti un pò “farfalloni”.
Prendiamo l’esempio del concorso indetto dal DJ di radio DeeJay Alessio Bertallot.
Lui conduce una trasmissione chiamata Radio Deejay B-Side. Il deejay ha lanciato, sulla propria pagina FAN (14.095 fan), una sorta di concorso: era possibile ricevere un ingresso gratuito per l’evento Dissonanze (a Roma) del 22 Maggio. Come? Bastava commentare il post del deejay lasciando la propria email…cosa che han fatto circa mille persone.
Mille indirizzi email con tanto di nome e cognome e fotografia dell’intestatario recuperabili con un banalissimo copia & incolla, roba da 2 minuti. 1000 indirizzi email che possono essere recuperati da chiunque e utilizzati “liberamente” per l’invio di SPAM.
Ma Facebook non è solo un male, ci sono anche cose belle!
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