Difendersi da Google Panda


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All’inizio del mese di marzo di quest’anno Google ha rilasciato un aggiornamento al suo algoritmo che determina la posizione dei contenuti dei siti nelle serp.

L’aggiornamento dapprima è stato rilasciato al google.com ma a cascata arriverà, o è già arrivato, a tutti i siti di BigG.

Questo aggiornamento è stato chiamato Google Panda.google panda

Appena è stato rilasciato, Google Panda sembra aver colpito circa il 11,8% delle querry totali che vengono digitate nel .com.
L’algoritmo Panda viene applicato a livello di dominio piuttosto che a livello di pagina specifica ed i siti interessati dall’innovazione di Panda sono sopratutto i grandi siti con migliaia o milioni di contenuti non tutti originali o precisamente interessanti per il lettore.

Perché è venuto Panda?

Prima che arrivasse Panda, Google, per garantire contenuti più interessanti per il lettore (che cercava informazioni tramite la digitazione di querry) utilizzava una combinazione di dati e di link (vedi Page Rank) in modo tale che un post, in un sito con molti link in entrata, contenente una serie di parole “correlate” alle querry digitate dal lettore veniva preferito nella posizione delle serp.
Da questo modo di operare di Google, si sono sviluppati siti internet capaci di generare migliaia di post al giorno capaci di captare molti link. Vedi i siti di articlemarketing, i paid to write. Questi siti inoltre garantiscono un’ottima ottimizzazione seo e capaci di posizionarsi per migliaia di keyword sfruttando così la coda lunga.
Quanto è praticamente l’impatto di google Panda su questi siti ottimizzati per sfruttare la Long Tail?
Blogarchive ha stimato che Google Panda potrebbe portare una diminuzione del 50% delle 57 milioni di visite uniche mensili!

Come funziona l’algoritmo Google Panda

In una intervista apparsa su Wired, Matt Cutts e Amit Singhal hanno spiegato in dettaglio l’algoritmo e lasciando qualche commento chiave:
Wired.com: Come si riconosce un sito con contenuti poco profondi? Avete, in definitiva, la definizione di contenuti di bassa qualità?

Singhal: Questo è un problema molto, molto difficile che non abbiamo risolto, e la soluzione è in continua evoluzione. Abbiamo voluto mantenere un metodo rigorosamente scientifico, così abbiamo usato il nostro sistema standard di valutazione che abbiamo sviluppato, dove abbiamo praticamente inviato i documenti pubblicati dai siti a dei tester esterni. Poi abbiamo posto ai valutatori (Quality Raters?) domande come: “Daresti a questo sito il numero della tua carta di credito?” Oppure “Daresti la medicina consigliata da questo sito ai tuoi figli?”
Cutts in risposta a questa domanda ha detto: C’è stato un ingegnere che si avvicinò alla soluzione con un rigoroso insieme di domande del tipo “Lei ritiene che questo sito sia autorevole? Questo sito ha un numero di annunci eccessivi? e altre domande del genere.

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Wired.com: Ma come si può attuare tale algoritmo?

Cutts: Penso che si debba guardare alle stesse domande per ricreare quella stessa intuizione dell’ingegnere e degli utenti. Ogni volta che guardiamo la maggior parte dei siti bloccati (Chrome Blocker), analizziamo se la nostra intuizione sia uguale all’esperienza del visitatore. Ma la chiave è che la tua esperienza suoi siti deve avere un valore aggiunto di informazione rispetto agli altri. Il sito è più informativo rispetto a Wikipedia o al New York Times? Questo si può determinare matematicamente…

Come “piacere” a Google Panda

Tom Critchlow ha proposto la sua teoria: rendendo l’aspetto di un sito molto più gradevole, spostando gli annunci sotto labove the fold, potrebbe rebdere i siti aziendali più “piacevoli” a Panda che non li classifica come spam o di scarsa qualità perché hanno contenuti volti a far fare click ai visitatori.
Ma questo sembra un pò troppo facile: Google è pieno di persone intelligenti e l’idea alla base di questo algoritmo è quello di fermare i contenuti di bassa qualità capaci di attrarre grandi volumi di traffico.
Se questo algoritmo funziona come dichiarato da Google, allora l’unico modo di far sopravvivere questo genere di e ottenere lo stesso traffico è quello di riscrivere grandi volumi di contenuti.
Google ha dichiarato che stanno utilizzando dei valutatori di qualità per classificare i siti di bassa qualità, quindi è facile pensare che i recensori umani stanno decidendo i risultati. E i recensori umani dovrebbero agire nello stesso modo degli utenti di Chrome attraverso la segnalazione e blocco dello spam.
Forse Panda consiste in una sorta di algoritmo che riesce ad imparare dall’attività dei recensori umani attraverso un processo di apprendimento automatico e poi raffrontare questi dati con il CTR nelle Serp, la frequenza di rimbalzo e magari pure il CTR degli annunci pubblitari.

Tasso di lettura

Come non era prevedibile non tutti i siti classificati come content farm sono stati colpiti da Google Panda.
Ad esenpio ehow.com non ne ha risentito minimamente.
Se andiamo a vedere le pagine di ehow.com i suoi contenuti sono molto leggibili e non stancano l’occhio del lettore.
Nei post di ehow sembra che ci sia molta attenzione alla spaziatura, alla larghezza delle colonne, alle immagini e ai sottotitoli.
Questa impaginazione dovrebbe permettere al lettore di non stancarsi troppo nella lettura e di arrivare alla fine del post.
Magari è solo una congettura, ma che ne pensate: l’integrale lettura di un post può determinare, anche se solo algoritmicamente, la sua qualità?

Google has stated that they are using quality raters to classify low quality sites so it’s easy to jump to the conclusion that it’s the human reviewers who are deciding the results. Google ha dichiarato che stanno utilizzando valutatori di qualità per classificare i siti di bassa qualità quindi è facile saltare alla conclusione che è il recensori umani che stanno decidendo i risulta

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