Cosa aspettarsi della pubblicità sull’iPad (iAd)
Come probabilmente già saprete, Apple ha lanciato la sua piattaforma nel mercato dell’advertising con la creazione di una propria piattaforma (iAd) rivolta agli sviluppatori delle applicazione per iPhone, iPod touch e iPad.
La piattaforma pubblicitaria, iAd, si rivolge specificamente agli sviluppatori di applicazioni: attraverso
apposite funzioni, questi saranno in grado di includere pubblicità nei propri programmi e Apple riconosce all’autore il 60 per cento degli introiti.
Non è un obbligo inserirla, ma rappresenta un indiscutibile incentivo allo sviluppo: lo sviluppatore può guadagnarci e l’applicazione può essere così gratuita o venduta a prezzi decisamente bassi.
Il sistema non è per nulla analogo a quello adottato da Google sulle piattaforme mobili: non si tratta di annunci presentati accanto ai risultati delle ricerche, si tratta di veri e propri “intermezzi”.
Su Business Insider e’ anche un interessante articolo che riporta i guadagni derivanti dal primo giorno di pubblicità all’interno dell’applicazione di un utente
Certo i rendimenti sono riferibili al primo giorno e che sono assolutamente fuori norma rispetto ai rendimenti che si hanno con Adsense. Probabilmente questi rendimenti sono stati dovuti dal fatto che iAd è ancora nuovo e che gli utenti ancoranon riconoscono bene quale sia la pubblicità e quindici interagiscono molto. Apple, tuttavia, ha sostenuto che l’eCPM in futuro dovrebbe assestarsi tra i 10 ed i 30 dollari. Cifre che risultano comunque molto al di sopra della media.
Invece di proiettare il pensiero nel futuro per capire i reali rendimenti di iAd, vorrei cercare di valutarla in base ai dati che siamo in possesso in questo momento. Ovviamente i migliori dati sono quelli forniti dalle sociatà americane e dalle testate giornalistiche che per prime si sno buttate sull’iPad.
1. Engagement: differenze tra Tv e iPad
Conde Nast, dice un lettore medio trascorre circa 60 minuti al mese nell’utilizzo di applicazioni su iPadper quanto rigurda il settore news (90.000 download per l’applicazione di Wired). In confronto, un visitatore medio sul Web spende solo 2,1 minuti al mese per guardare Vanityfair.com e 3,8 minuti al mese per GQ.com (secondo comScore).
Questo significa che l’ iPad ha il potenziale per raccogliere lo stesso tipo di persone e interessi che raccoglie il resto di internet e gli altri mass media tradizionali, come la TV.
2. La nuova pubblicità iPad (morte del banner?)
Steve Jobs in persona,nella presentazione dell’iPad, ha sottolinea toche le inserzioni non distrarranno l’utenza da ciò che stava facendo. Nel darne dimostrazione ha cliccato su un’inserzione relativa al film “Toy Story 3″ in un’applicazione iPhone ed è stato “trasportato” in una schermata con video clip, giochi e offerte per biglietti. Alla chiusura di quella schermata, è tornata in funzione l’applicazione in primo piano.
Secondo gli analisti, c’è ancora un certo grado di diffidenza da parte degli inserzionisti: alcuni vogliono prima vedere se il sistema cresce e quanto cresce. Le prospettive di presenza sono abbastanza ampie in quanto il nuovo sistema operativo è destinato a iPod, iPhone e iPad (con esclusione delle versioni meno nuove, il cui hardware non supporterebbe le nuove prestazioni).
Secondo il NY Times, questa inserzione e altre analoghe hanno avuto il 15% di CTR, cosa assolutamente
inconcepibile con i banner tradizionali. Sarebbe da vedere se tale valore rimane su queste percentuali oppure scenderà a causa dell’abituamento degli utenti.
3. Il valore del CPM
USA Today ha detto che ha un CPM di circa 50 $ per ogni mille esposizioni, contro quello del sito internet che è inferiore a 10 $. Nella carta stampata ha invece un CPM medio, per un annuncio a colori a tutta pagina, di circa 103 $. Ora non sò se sia vero e come si sia fatto a calcolare questo valore, ma sicuramente questa è la sua tariffa, e iAd offre la metà, ma questa metà è di 5 volte quella del normale advertising sui siti internet.
4. La facilità di trovare inserzionisti
Il Wall Street Journal ha dichiarato di aver scelto di collaborare con solo sei inserzionisti, al momento del lancio della loro applicazionesull’ iPad. I sei inserzionisti sono stati trovati in una settimana e ha pagato 400 mila dollari per due annunci sul giornale cartaceo, un annuncio sul sito, e uno sull’applicazione iPad.
6X4= 2 milioni e quattrocentomila dollari.
5. Contenuti personalizzati
Come dimostrato da “Sports Illustrated” sull’ iPad, ii contenuti più personalizzati vanno più in profondità nel mercato e danno un ritorno economico più alto. L’applicazione di Sport Illustrated costa 4,99 dollari e include: un documentario originale, gallerie fotografiche multiple, interviste esclusive e foto panoramiche interattive.
Quante app abbia venduto non lo sò, ma dai comunicati stampa dovrebbero essere molte.
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