Come promuovere i piccoli siti: la campagna sociale
Spesso vi sarà capitato di ascoltare alla radio, oppure in Tv, che una determinata azienda sponsorizzi la vendita di un proprio prodotto legandola ad una iniziativa sociale.
Io, ma forse sbaglierò, ricordo che le prime forme di questo tipo di promozione era fatta dalla “Golia Bianca” che ad ogni pacchetto di caramelle comprate destinava dei soldi per salvare gli orsi bianchi.
Questa è una campagna sociale.
Non è un segreto che le persone sono più propense ad acquistare da aziende che stanno lavorando per migliorare il mondo.
La causa sociale è un ottimo veicolo di marketing perché permette sia di attirare la gente verso di voi, sia crea una vostra immagine positiva e rispettabile nel mondo degli affari.
Ma sopratutto, anche le piccole aziende, o i piccoli siti possono realizzarla una senza spendere cifre notevoli.
Questo perché, prima per creare questo tipo di campagna ci si doveva rivolgere a Tv e radio e stampa, pagando cifre improponibili per la pubblicità. Anche in internet i banner costavano molto.
Ora, invece, le aziende stanno cambiandoil loro atteggiamento cercando di creare dei “virus”, tentano di generare abbastanza buzz cosicché la gente si diffonderanno i loro messaggi attraverso le varie piattaforme di social media.
L’obiettivo è una crescita esponenziale in un breve periodo di tempo.
Anche le piccole imprese e i piccoli siti possono creare queste campagne, ma non lo possono fare da un giorno all’altro, occorre pianificazione e concretezza.
Ecco, allora, alcuni suggerimenti utili per quelli che vogliono creare una campagna sociale di successo.
1. Fai la carità ai più piccoli
I più piccoli sono quelle organizzazioni senza scopo di lucro che non sono conosciute a livello nazionale. Siccome sono piccoli non hanno fondi sufficienti per concretizzare la loro azione benefica. Tu, allora li aiuterai.
Se vai a leggere il registro pubblico delle onlus, ti accorgerai che queste sono migliaia, ma che tu ne conosci solo una decina. Anche le grandi aziende ne conoscono solo una decina.
La tua immagine sarà:
sono pure piccolo, ma voglio aiutare i più bisognosi destinando soldi alle organizzazioni più bisognose!
Ci sono tante aziende che si impegnano per cercare fondi alla organizzazioni sociali. E’ necessario che effettui la tua scelta per distinguerti. A meno che non puoi convincere le grandi organizzazioni no profit dandoti un rilievo nazionale, non cercarle nemmeno: probabilmente non saranno interessate a lavorare attivamente con te.Ti diranno: vabbene ecco il nostro banner!
Scegli le più sconosciute, quelle lavoreranno per promuovere il tuo sito perché indirettamente promuovono sè stesse.
Tieni conto anche che: le persone tendono ad essere meno motivate verso le grandi organizzazioni no-profit, perché spesso ritengono che il loro piccolo contributo non avrà abbastanza impatto nella società.
La gente vuole sentire che con il loro contano qualcosa socialmente,anche se il loro contributo economico è molto piccolo.
Pensaci: avresti più simpatia per una fan page da 1 milione di persone per promuovere un ente di beneficenza molto grande, oppure una fan page di 100 mila persone per promuovere un ente di beneficenza semi sconosciuto? A chi daresti il tuo euro?
2. Lavora con la carità
Molte grandi aziende e siti, non sono nemmeno consapevoli che stanno promuovendo una azione benefica.
Si sono semplicemente limitati a pensare una campagna marketing sociale, hanno stipulato le convensioni, hanno fatto la pubblicità iniziale e poi sono passati ad altro. La loro beneficenza è di tipo automatico. Dopo 2 mesi, vedo quante vendite ho avuto, destino lo 0,5% del ricavato ad X no – profit –> ecco l’assegno…cerimonia. Punto!
Tu sei differente, tu sei il volto umano della tua campagna sociale. Tu fai capire che la promozione della tua azienda ti interessa quanto ti interessa la causa sociale che hai scelto.
Questo sarà il tuo primo biglietto da visita verso la prima associazione di carità.
Quando li contatti, chiedi a loro di cosa hanno bisogno e poi studia la tua campagna. Vai a fare volontariato da loro durante la tua campagna, fatti fotografare e prendi le testimonianze.
Tutto questo ti servirà per scrivere il tuo secondo biglietto da visita. Nella tua seconda campagna sociale dirai:
Cosa vi serve?, Io ho già realizzato questo progetto con…Vi interessa collaborare con me?
Perché chiedere al non – profit cosa vuole?
Se il non-profit vuole che quello che hai da offrire, esso sarà motivato a ottenere dai suoi sostenitori online un traffico di visite verso la tua campagna. Tua campagna uguale tuo sito!
Dopo aver selezionato l’associazione no-profit e scoperto quali sono le sue esigenze, fornisci le informazioni su comevuoi agire e sul perché vuoi sostenerli. Se vuoi sostenerli per scopi pubblicitari, diglielo a chiere lettere e er iscritto. In questo modo non avrai scontento o cattive pubblicità da parte dei dirigenti e dei volontari. Un cattivo buzz creato da loro è in grado di uccidere anche i siti più affermati.
Per quanto riguarda i tuoi clienti puoi informarli con una newsletter, sul tuo sito e sulle varie piattaforme di social media si sta utilizzando. Sarebbe bene che creassi una newsletter apposita per le tue iniziative sociali. Tutto quello che venderai sarà ricondotto ad una nobile causa.
Quando le persone sono eccitati e interessati a una campagna, sono più propense a condividere con i loro amici e familiari.
3. Crea una campagna creativa
E’ ovvio, ma bisogna metterlo nella lista. E’ importante.
Il problema è sempre il solito: ad inventarla una campagna creativa!
Se non hai idee, guarda il tuo sito per vedere ciò che hai da offrire. Ora personalizza le pagine, i widget, se puoi pure i prodotti che vendi. Non sara creativo, ma si vede che la solidarietà ti sta davvero a cuore e che ti impegni sul serio.
Anche i grandi fanno così: USA Today ha regalato una pagina intera, a colori ad un valore di 189.400 $ per la carità lo scorso aprile. Non ti dico quanti tweet, guzz e condivisioni Fb ha avuto.
Un altro modo per aumentare la visibilità della campagna è quello di premiarecoloro che fanno la carità. Potete farlo tramite la gestione dei voti a dei post. Chi ha contribuito di più a diffondere il messaggio sociale contenuto sul vostro sito, avrà un premio. Questo è viral, è buzz!
4. Parti virale
Tutti vogliono che la loro campagna sia virale, ma il più delle volte questo non avviene senza piantare i semi del virale, senza coltivare il buzz. Le grandi aziende investono molto tempo e denaro nei loro messaggio alle masse, mentre le piccole imprese non possono permettersi più di un messaggio virale. Bisogna investire quello che si può, però è bene progettare fin da subito alla viralità. Non pensare: creo l’evento, lo condivido come faccio per i miei post e poi si vedrà.
Quello che facciamo qui è diverso! Non è contenuto, ma promozione…promozione fine a se stessa. Questa volta il tuo impegno non sarà di scrivere cose interessanti, ma sarà operare per promuovere l’evento.
Sono 2 cose distinte, non confonderle.
5. Non abbandonarla
Non parlo nel durante il suo svolgimento, ma dopo che si è conclusa.
Ci ha messo del tempo, le tue energie e risorse per lanciare una grande campagna campagna, e poi lasciate tutto così? ottimizzate le risorse!
Una volta che la campagna è finita, nelle menti delle persone continua a permanere il tuo brand come buono perché sociale. Sponsorizza attraverso i socialnetwork, ogni tanto, le tue vecchie iniziative.
Quando scrivi un post, richiama vagamente questa esperienza. Quando vendi un prodotto, fa capire che se interessa e la gente ti dice che è buono lo legherai ad una nuova iniziativa come hai fatto l’ultima volta!
Anche se questi messaggi non saranno “virali”, scoprirete sarete riusciti ad avvisare più persone che voi e il vostro sito esistete, e probabilmente alcuni diffondere anche il senso della vostra buona volontà.
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