Come i venditori usano i social media
Forse i giorni dei venditori porta a porta stanno finendo, e allora come i venditori si stano organizzando per sfruttare i social media?
Se la vendita a porta a porta inizia a languire e forse è destinata a sparire, le persone però non smetteranno mai di acquistare i prodotti commerciali. Se questo è vero, allora anche i venditori non stanno smettendo di vendere prodotti attraverso il contatto diretto con i loro clienti.
Internet è una grande risorsa per ottenere la vendita delle merci ai giusti consumatori, ma può anche essere un confuso pasticcio di opzioni per gli utenti. Tutti offrono tutto ma il cliente potrebbe non capire cosa veramente gli si sta vendendo. Da questo potrebbe derivare la sua riluttanza all’acquisto.
I problemi di internet sono sempre gli stessi:
Come si fa a trovare online la genten? Come si può vendergli i prodotti?
Ho fatto una piccola ricerca su come delle piccole aziende americane si stanno strutturando per cercare di vendere i propri prodotti attraverso i social media.
Forse se anche tu sei un piccolo venditore italiano italiano alle prime armi, o un venditore regolare, o un veterinario esperto, questi esempi magari possono aiutarti a ottenere dei risultati concreti.
1. Venditori online
Il commercio, sia online che offline, ha sempre la stessa necessità: andare a cercare i clienti e convincerli a comprare.
Le persone, nel mondo di internet, stanno nei socialnetwork, nei social media ed in piccola parte nei motori di ricerca.
Il mondo online offre una potenzialità che il mondo reale non offre:
il veloce affermarsi di un marchio.
Non sei più limitato ad uno spazio geografico, non devi costruire una struttura di punti di vendita per raggiungere tante persone: ti basta un sito internet ben conosciuto.
Per questo motivo si sono affermati i negozi di eBay oppure i siti di annunci economici o i siti di dropshipping.
Ma, e questo è il problema, molti ci si sono buttati creando negozi ed ecommerce più o meno funzionanti. Questo ti toglie visite e quindi possibilità di concludere dei contratti.
eBay offre un mercato immenso di clienti, ma la moltitudine di negozi, aste ecc… toglie la visibilità ai piccoli che non possono affrontare i costi di campagne pubblicitarie da nababbi.
Occorre cambiare orizzonte e prospettiva.
Giustamente si dice che occorrono prodotti di nicchia per persone con esigenze di nicchia. Ora si può fare solo due cose:
a) acquistare questi prodotti di nicchia, mettere su un sito e promuoverlo neiconsueti modi;
b) andare nel mondo reale, cercare le piccole aziende che vendono prodotti di nicchia e offrire loro una piattaforma di vendita su internet.
Foodzie e Foodoro si concentrano sulla vendita di prodotti di piccoli produttori di cibo: questo è un modo più concentrato per ottenere l’esposizione nelle vendite. Una volta conosciuti la gente li associa al piccolo negozio sottocasa che vende i prodotti dei piccoli produttori del luogo.
2. Crea degli aggiornamenti
Se hai scelto l’ ipotesi a), quella più semplice, e creato il tuo piccoli negozietto di prodotti tipici, non ti resterà che farti conoscere dalla gente. Dove sta la gente? Ripeto: nei socialnetwork e nei socialmedia.
Quindi condividi su Facebbok e Twitter l’esistenza del tuo negozietto. Ma in che modo? Puoi fare come fanno tutti oppure cercare di creare un buzz marketing. Non è facile, ma non è neanche così impossibile. Basta trovare una originalità del tuo fare e poi condividerla il più che puoi. Prova a vedere questa pagina di Twitter. Il creare continui aggiornamenti porterà la gente ad interessarsi di più a te!
3. Gruppi di acquisto
I gruppi di acquisto stanno diventando sempre più popolari, perché con essi la gente ha a disposione forti sconti sulla merce.
A causa della natura di acquisto di gruppo, la maggior parte dei siti che gestiscono i gruppi sono su base regionale. Quindi cercate di essere fornitori di prodotti regionali. Non offrite tutto a tutti.
Un esempio? Sconti.
4. Pericoli nei social media
Un continuo e progressivo affermarsi di una pratica commerciale attraverso i social media potrebbe comportare una diminuzione del proprio brand, perché si viene associato solo come venditore e non produttore di notizie e socialità.
Decidi quindi quanta promozione intendi fare, ma associa a questa una continua informazione “spassionata” altrimenti invece di trovare altri clienti perderai anche i visitatori dei socialnetwork e dei motori di ricerca.
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