Avere successo: portate le pietre! (Introduzione)


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Molti si interrogano su quale siano i modi di avere successo.

Tutti quelli che hanno avuto successo ti propugnano la loro ricetta.

Tutti ti dicono di avere una visione della tua attività e perseguirla fino in fondo.

Molti altri, che non hanno ancora avuto successo, parlano dell’importanza di essere al posto giusto nel momento giusto.

Qual’è la cosa che fa il successo d una persona? Non lo sò con certezza.

Quello che sò è quello che mi succede ogni giorno e la paura nel tentare nuove strade e lo scoraggiamento che mi assale quando non sò cosa fare per risollevare le sorti di questo blog.

Questo blog ha iniziato ad essere al mondo appena cinque mesi fa e stò tentando di farlo diventare una attività redditizia al pari di ognialtra attività economica. Ma certe volte non sò proprio come fare per sviluppare la mia attività perché la realtà delle cosa ogni tanto mi appare confusa ed imprevedibile. Spero che questa cosa non avvenga solo a me, ma che capiti anche a quelli che si trovano nella mia stessa situazione.

Ieri  ho passato del tempo ad analizzare il web master tool di Google. Lì ci dovrebbe essere la soluzione dei miei problemi e la retta via da seguire per avere successo. Invece di trovare un insegnamento ho trovatp un dubbio.

Questo blog è un blog multiautore che dà anche la possibilità di chi ne avrà voglia, costanza ed unicità di visione imprenditoriale di parteciparvi attivamente. Il suo scopo è quello di reperire le prezziose risorse che ci sono nella rete come nella vita reale per creare un’impresa funzionante e fruttifera nonché uno stile di vita consono alle proprie attitudini. Però non è un blog di motivazione, è un blog di divulgazione.

Ieri ho visto i dati del web master tool.

La classifica delle querry di ricerca ad un mese è:

Certamente dati di cui non andare troppo fieri, ma neanche dati desolanti per un blog con 5 mesi di vita.

La cosa strana che la migliore querry è apple, Keyword che non era minimamente considerata ai fini del posizionamento. E pensare che questo blog a 3845 querry! Ma, in rispetto al principio di Pareto (80:20) la gran parte delle visite le porta una indicizzazione di keyword che non era stata considerata. La maggior parte delle visite provengono da post che sono stati scritti più come riempimento che come utili ai fini dell’utilità del sito.

Certo non è un post scritto con i piedi, ma neanche uno dei migliori…è soltanto un post. Ma questo è il più produttivo di tutti in termini di visite.

Allora cosa fare?

Analizziamo come funziona le Long Tail

L’espressione coda lunga, in inglese The Long Tail, è stata coniata da Chris Anderson in un articolo dell’ottobre 2004 su Wired Magazine per descrivere alcuni modelli economici e commerciali, come ad esempio Amazon.com o Netflix.

Spieghiamoci meglio!

Nel 1988, un alpinista britannico di nome Joe Simpson scrisse un libro intitolato Touching the Void, un racconto straziante della morte di un suo compagno nelle Ande peruviane. Il libro aveva ottenuto buone recensioni, ma solo un modesto successo e quindi fu presto dimenticato.  Poi, dieci anni dopo, Jon Krakauer scrisse Into Thin Air, un libro su una tragedia di una arrampicata in montagna. Questo libro divenne ben presto una pubblicazione sensazzionale. Ma la cosa sorprendente fu che improvvisamente Touching the Void iniziò a vendere moltissimo benché scritto dieci anni prima con un modesto successo.

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Allora la  Random House si precipitò a tirar fuori una nuova edizione di Touching the Void per tenere il passo con la domanda di questo genere di libri. I librai iniziarono a promuoverlo accanto al loro Into Thin Air, e le vendite crebbero ulteriormente. Fu lanciata anche una edizione tascabile di Touching the Void, che è stata per 14 settimane in cima alla classifica del New York Time bestseller. IFC Films produsse un docudrama della storia con un successo di critica. Ora Touching the Void vende il doppio rispetto a  Into Thin Air.

Questa è la coda lunga!

Ma che cos’è successo?

In pratica secondo gli economisti e gli esperti di vendita di libri come Amazon sostengono che chi vuole leggere Into Thin Air molto probabilmente vuole leggere anche Touching the Void. Se poi si coniuga tutto questo con la diffusione dei social media e dei feed, allora le raccomandazioni dei lettori producono un’impennata di promozione negli algoritmi di calcolo delle posizioni (vedi SERP).

Cosa significa Long Tail per il web?

Chris Anderson nel 2004 intitolò il suo articolo “The long tail. Why the future of business is selling less of more” cioè: “Perchè il futuro dell’economia è vendere una minor quantità di un maggior numero di beni”.

Secondo Anderson nell‘economia dell’abbondanza non è più consigliabile limitarsi a produrre alcuni pochi beni di massa, tali da poter essere considerati un comune denominatore per tutti gli utenti, ma diviene sempre più interessante concentrarsi sulla coda, la long tail, capace di offrire un mercato di più vaste dimensioni, composto da infinite piccole richieste di altrettante diverse comunità  di utenti.

La coda lunga è la parte in giallo.

Questo significa che possiamo distinguere le keyword e i post in due parti:

a) Keyword di testa: cioè quelle costituite da una sola parola con un alto volume di traffico;

b) Keyword di coda: cioè frasi lunghe con poco traffico.

Se però andiamo a guardare il posizionamento di un sito distinguendolo per le 2 parti di keyword, noteremo che le seconde portano più risultati delle prime.

Ma questo potrebbe essere un vecchio modo di analizzare il fenomeno della Long Tail.

Puoi approfondire il concetto della Long Tail e i riflessi sul SEO leggendo l’illunimante post del blog del Tagliaerbe.

Un diverso approccio è quello di dividere la curva non in 2 parti ma in tre come ha proposto da Seth Godin che ha scritto un post  The Long Tail and the Dip:

In questo caso ci sono 3 segmenti:
1. Testa della Coda: che è il mercato delle hits, così come lo conosciamo e lo abbiamo sempre conosciuto;
2. Tra la Testa e la Coda: che è il mercato delle nicchie più produttive e profittevoli;
3. La Coda Lunga: è la parte della curva dove non si trovano più i creatori di opere, servizi e prodotti, ma dove si muovono gli aggregatori delle opere presenti nei due segmenti precedenti. Questa è la parte meno profittevole della coda perché si basa su micro pagamenti e micro profitti.

Ma cosa significa questo? <<

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