Arbitraggio di affiliazione: altri tipi


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Continuo con la trattazione dei vari tipi di arbitraggio dopo aver delineato l’arbitraggio PPC e l’arbitraggio di affiliazione puro. Questa trattazione ti deve servire per capire quale arbitraggio non fa per te.

Oltre a questi esistono altri tipi di arbitraggio sia leciti che illeciti.

“Thin Affiliate” Arbitrage (vietato)

Molti commercianti, o merchants, vietano il “direct to merchant PPC Advertising” ossia non puoi esporre banner di pubblicità a pagamento utilizzando il loro marchio o il loro nome e non puoi mettere l’URL diretta verso di loro. Anche se un commerciante permette tale strategia, Google visualizzerà solo un annuncio per  il “dominio di destinazione“, così se a fare pubblicità siete tu, il merchant e gli altri affiliati, verrà esposto un solo e questo di solito non è il tuo.L’ alternativa, ovviamente, è quella di creare un proprio sito web, in modo che il traffico a pagamento tratto da Google venga sul tuo sito che incoraggerà poi gli ospiti a  visitare il sito web del commerciante. Questi siti, chiamati “Thin Affiliates” o “Ponti di affiliazione“,  spesso comprendono un solo collegamento ad un singolo commerciante. Alcuni siti si compongono di una sola pagina con l’esposizione del banner di affiliazione, oppure sono siti ce hanno molte pagine distinte create per promuovere tanti prodotti ma distinti. Ma c’è un problema: la combinazione di “link verso un merchant” con “nessun contenuto originale.” Google ora proibisce questi siti e li esclude dal circuito pubblicitario  AdWords.

“AdSense Arbitrage” (vietato)

Una strategia che molti affiliati hanno usato per diversi anni e che alcuni “artisti della truffa” hanno promosso, attraverso  costosi e-book e corsi on-line,usando annunci di promozione dal titolo “Free AdWords”, perché sostenevano che il costo della pubblicità AdWords era teoricamente compensato dalle entrate AdSense. In pratica è quel arbitraggio che tende a  combinare il programma AdWords di Google con il programma di affiliazione AdSense  (che paga i publisher, quando i visitatori fanno clic sugli annunci che compaiono sui loro siti di contenuto). Spesso, questi siti consistevano in un breve frammento del testo e / o un elenco di parole chiave, insieme a uno, due o tre blocchi di annunci AdSense. Probabilmente avete visto alcuni di questi siti quando eravate alla ricerca di informazioni su Google o su altri motori di ricerca, e probabilmente vi sarete chiesti come questi “siti spazzatura”, avevano delle posizioni alte nei motori e il perché della loro esistenza. Quello che contava per quei siti e che ne giustificava la loro presenza nei link sponsorizzati era la loro idoneità a convertire “il basso costo del link” portatore di trafficoe “l’alta remunerazione dei banner Adsense”. Questa abilità era tutta incentrata nel trovare le giuste parole chiave sia per AdWords che per AdSense.

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” Se la destinazione del sito ” (AdSense) era più specifica rispetto alla keywords ricercata (AdWords) e se i banner AdSense erano disposti in posizione e formati da consentire l’alta probabilità di essere cliccati, si verificava l’arbitraggio positvo.

Tuttavia, è fondamentale comprendere che il “affiliato AdSense” guadagna solo una parte dei click-through pagati dall’inserzionista AdWord (generalmente sono l’ 80%) e non tutti i visitatori del sito fanno clic sugli AdSense, quindi “l’arbitraggio AdSense” funziona solo quando l’affiliato è in grado di reindirizzare il traffico dal-basso-costo-per parole chiave verso le parole chiave più remunerative (alto costo per l’inserzionista AdWords).

A metà del 2007,però, Google ha annunciato una nuova politica che vieta l’  “AdSense Arbitrage” – proprio come Google proibisce annunci PPC da “Thin Affiliate” o “ponte di affiliazione” e vieta anche la pubblicità su paginedi siti  “contenuto ” consistenti semplicemente da alcune parole chiave e annunci AdSense. In pratica non hanno un contenuto vero.

Shopping Arbitrage

Alcuni affiliati cercano di evitare l’etichetta di “Thin Affiliate” combinando le informazioni sui rivenditori rispetto ad un singolo prodotto o servizio.  A volte, si tratta di vero e proprio “comparatore scritto” , ma spesso sono solo una raccolta di link che possono includere descrizioni che sono esattamente le stesse descrizioni dei siti commerciali. Questo perché alcuni commercianti offrono “datafeeds” in modo che i loro affiliati possono scaricare e ri-pubblicare i propri cataloghi di prodotti corredati da immagini e descrizioni.Altre volte, la strategia di affiliazione è quella di attirare il traffico dai motori di ricerca e reindirizzarlo verso  sito del commerciante.

In generale, questi “luoghi dello shopping” non guadagnano molto nel posizionamento inuna  “ricerca naturale” perché non contiengono nessun contenuto originale, ma a volte possono essere efficacemente usati per “l’arbitraggio di affiliazione” quando il “direct-to-merchant PPC” non funziona.

“Affiliazione tradizionale” o “Affiliate Genuine”

E’ l’originale “programma di affiliazione” dove gli affiliati  gestiscono siti web a parte con contenuti originali, e parte con link di affiliazione. Questi siti web hanno contenuti originali sottoforma di recensioni o articoli, e possono essere siti tradizionali o blog, o anche forum di discussione o siti di community.  Alcuni siti affiliati “veri” sono anche directory, che pussono contenere poco “testo originale”, ma rappresentano una organizzazione di informazioni utili (di solito inclusi sia pagato che non).

Un vantaggio fondamentale di funzionamento di un sito “vero e proprio”  è che nel tempo, Google potrebbe includere il  sitonelle serp, gratuitamente e quindi le pagine con contenuto originale e link di affiliazione vengono visitate spontaneamente senza dover pagare la sponsorizzazione.

In questo tipo di strategia l’arbitraggio è un pò più nascosto e blando: il poco tempo da dedicare nella scrittura dei contenuti originali dovrebbe corrispondere ad una alta remunerazione delle affiliazioni. Ma questo punto di equilibrio è difficile da trovare. Di solito c’è una sproporzione tra il tempo investito e la remunerazione.

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