Agenzie Viaggi: Non usare Facebook per attrarre i turisti cinesi


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La Cina è il Paese con più utenti Internet di qualunque altro, con i suoi  380 milioni di collegati ad internet, è il più grande mercato on line seguito dall’India e dagli USA.

Ma i cinesi hanno una particolarità che gli stessi inglesi ed americani non hanno. Sono la popolazione più incline a cercare informazioni sui viaggi di lavoro e di piacere attraverso i socialnetwork, ma  in pochi usano Facebook.

È chiaro che c’è un numero significativo di utenti che utilizzano il web per pianificare e pagare i viaggi.

Un altro recente sondaggio ha rilevato che l’anno scorso circa il 20% dei turisti cinesi hanno cercato recensioni di viaggi attraverso i socialnetwork, mentre un altro sondaggio ha stabilito sei utenti cinesi su dieci leggono recensioni di viaggio provenienti da forum di viaggi. Inoltre, trenta milioni di cinesi lo scorso hanno prenotato un viaggio on line  con un balzo dell’80% in più rispetto al 2008.

Per questo molte imprese stanno guardando con molto interesse a questo mercato.

Minube, un portale social travel spagnolo che permette agli utenti di descrivere e consigliare località ha lanciato un sito appositamente dedicato alla Cina.

Il sito cinese Ctrip gioca ancora la parte del leone per le prenotazioni online.
I social network esteri come Facebook, stentano un pò rispetto ai loro competitor locali che meglio sono riusciti a cogliere le propensioni dei cittadini cinesi.

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Si calcola che nel Paese  solo un utente su mille usi Facebook, a riprova che in Cina la Rete continua a essere un mondo virtuale autonomo, un mercato/canale non facilmente accessibile.
I motivi dell’insuccesso di Facebook in Cina sono vari: fattori culturali, politici e commerciali che, sommati insieme, formano una vera barriera tra l’Occidente e gli utenti cinesi.
C’è da dire anche che, prima ancora che Facebook diventasse famoso in Oriente, c’erano già reti le reti cinesi delle università, come Xiaonei (chiamato ora Renren) e quella dell’Università di Tsinghua a Pechino. Quest’ultima conta oggi ben 15 milioni di utenti.

Ricordo che nel 2006 Facebook aveva acquistato il dominio .cn, ma poi nel 2009 era stato censurato, in seguito ai sanguinosi incidenti di Urumqi. Li Jiacheng, capo di Cheung Kong Holdings Limited e secondo Forbes detentore di un patrimonio stimabile attorno ai 256 miliardi di dollari, tempo addietro aveva investito 100 milioni di dollari nel social network californiano. Se Facebook dovesse realmente entrare nel mercato cinese dovrebbe giungere a patti con il governo locale. I server dovrebbero essere all’interno del paese e rispettare le rigide norme che regolano la rete in Cina, ovvero la censura di determinati argomenti e sopratutto con la lingua.Facebook non era popolare neanche quando non era bloccato mi pare con 600.000 utenti o poco piu’ proprio perche’ e’ in inglese. Quanto al fatto che entrare in Cina sia difficile lo ha già sperimentato anche Google che, malgrado gli sforzi profusi, continua a soffrire la leadership di mercato del locale Baidu. Anche Yahoo! ha grossi problemi visto che è alle prese con la  difficile concorrenza a Sina e Sohu.
Nel mondo degli instant messenger, QQ è più popolare di Msn Messenger della Microsoft.

Però non tutto è perduto!

I consumatori cinesi sono  notoriamente sensibili al prezzo.

Molti di loro hanno dichiarato di prenotare con largo anticipo le loro vacanze online. E qui potrebbe innestarsi l’offerta di agenzie occidentali tramite l’uso di Facebook. Facendo leva su quel 1/1000, sulla viralità dei socialnetwork, anche se non sono immuni dai Governi, e sull’offerta di tariffe convenienti si potrebbe cercare di espugnare la Grande Muraia della diffidenza.

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